Quanto si guadagna in media con il nuovo BTP Italia? Facciamo qualche considerazione

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Conviene davvero acquistare il nuovo BTP Italia indicizzato all’inflazione? Soltanto qualche giorno fa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che il tasso minimo effettivo di questa nuova emissione è pari al 2%. Un risultato, forse, anche sopra le aspettative, soprattutto se si considera che a questo bisogna aggiunge il tasso di inflazione italiana (in base all’Indice FOI) e, eventualmente, il premio fedeltà dello 0,8% del capitale investito.

Dunque, per la determinazione della redditività e quindi della convenienza di questo nuovo BTP Italia entrano in gioco diversi fattori: dal periodo di possesso del titolo, all’inflazione attesa. Di seguito cercheremo di capire quanto è possibile guadagnare, anno dopo anno, in base anche alle previsioni sull’inflazione futura.

Cos’è e quanto rende questo nuovo Titolo?

Il nuovo BTP Italia ha una durata di 5 anni, con godimento dal 14 marzo 2023 e scadenza 14 marzo 2028, e con cedole semestrali. I rendimenti di questo titolo sono composti da:

  • Un tasso di inflazione, calcolato in base all’Indice FOI (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi);
  • un tasso fisso, almeno pari al 2% (secondo quanto appena comunicato dal Tesoro). Il tasso effettivo (che potrà essere uguale o superiore) sarà comunicato dal Tesoro alla fine della fase di collocamento;
  • eventualmente, un premio fedeltà dell’0,8% per coloro che sottoscriveranno il titolo in questa fase e lo detengono fino a scadenza.

Le persone fisiche possono sottoscrivere il nuovo BTP indicizzato all’inflazione da lunedì 6 marzo e fino a mercoledì 8 marzo 2023, salvo chiusura anticipata. Gli investitori istituzionali, invece, lo potranno fare solamente a partire da giovedì 9 marzo. Il codice ISIN del titolo per questa Prima Fase è IT0005532715.
È possibile acquistare il BTP in banca, all’ufficio postale oppure online mediante il proprio home-banking (se abilitato a tale funzione).

A questo ponto, la domanda che ci si pone è una soltanto una: alla luce delle informazioni qui presentate, conviene investire nel nuovo BTP Italia indicizzato all’inflazione piuttosto che in un altro bond di pari durata a tasso fisso? Facciamo alcune considerazioni.

Conviene acquistare un BTP Italia indicizzato all’inflazione?

Attualmente, un BTP a tasso fisso della durata di 5 anni rende circa il 4,10%. Visto che il tasso minimo garantito del nuovo BTP Italia è pari al 2%, possiamo facilmente concludere che quest’ultimo potrebbe essere più conveniente solo se l’inflazione media annua risultasse superiore al 2,10%.
Ovviamente, non è possibile sapere con certezza quale sarà il livello d’inflazione per i prossimi anni. Al riguardo, però, sono state pubblicate alcune stime più o meno attendibili.


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In particolare, un sondaggio dei cosiddetti “professional forecaster”, utilizzato dalla stessa BCE come indicatore delle attese del mercato, prevede che per quest’anno l’inflazione si dovrebbe attestare al 5,9%; nel 2014, dovrebbe essere pari al 2,7%; infine, del 2,1% nel 2025; per poi stabilizzarsi, negli anni successivi, sul livello obbiettivo imposto dalla stessa BCE, pari al 2% annuo.

Basandoci soltanto su questi dati, l’inflazione media annua per i prossimi 5 anni dovrebbe essere superiore al 2,10%: molto approssimativamente, intorno al 2,50%. Oltre a questo, bisogna anche considerare l’eventuale premio fedeltà dello 0,8% finale. In questo caso, dunque, è possibile aggiungere un altro 0,16% di rendimento medio annuo.

Se si dovessero verificare tutte queste condizioni, allora, il rendimento annuo si attesterebbe intorno al 4,65% (volendo essere anche molto conservativi), ben al di sopra del 4,10% attualmente offerto dai BTP al tasso fisso di uguale durata.

Ovviamente, lo ribadiamo ancora una volta, stiamo parlando pur sempre di semplici stime, e non è possibile determinare con certezza il rendimento annuo del nuovo BTP Italia.

Come sempre, concludiamo ricordandovi che le informazioni qui presentate non sono da intendere in nessun modo come sollecito all’investimento e non rappresentando attività di consulenza finanziaria. Ogni decisione di investimento è sotto la piena ed esclusiva responsabilità del lettore.

Aggiornamento: con un comunicato stampa del 9 marzo 2023, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato che il tasso cedolare (reale) annuo definitivo è pari al 2,00%.

Pietro Pisello

Consulente Finanziario, specializzato in pianificazione finanziaria e previdenza complementare. Ho una Laurea in Economia Aziendale e una Laurea Magistrale in Scienze dell’Economia. Da diversi anni opero nel settore del giornalismo web, occupandomi della redazione di articoli economici, finanziari e fiscali. La mia mission? Aiutare le persone a fare scelte di investimento consapevoli e informate.

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